#indytripFIVI - Piccole guide alla scoperta delle Marche FIVI

In tanti, nelle scorse edizioni, mi avete chiesto delle dritte su come "assaggiare" le Marche al #MercatoFIVI. Sì, le Marche, queste sconosciute. Beh, si da i caso che quest'anno abbia voluto giocare d'anticipo e fare le cose in grande...
Ho pensato a dei mini-itinerari a tema, dei kit di sopravvivenza marchigiana per il Mercato dei vini FIVI 2019. Li ho chiamati #indytripFIVI. Indy da Indigeno, slang giovanile. Trip perché dovrebbero configurarsi come un piccolo viaggio all'interno del Mercato FIVI ed anche fuori da esso nel caso decidiate di visitare le Marche o non troviate in degustazione alcuni dei vini menzionati. Un percorso da contaminare all'occorrenza, con altri vini marchigiani e non. Buon viaggio!


1° #indytripFIVI - NON SOLO VERDICCHIO

Di non solo Verdicchio può vivere un marchigiano. Ci sono tante Marche ed altrettanti vitigni a bacca bianca, autoctoni o acclimatati, che danno vini per tutti i gusti, versatili e quasi mai banali. Dalla spensieratezza della Passerina all’essenzialità della Ribona, dalla prestanza del Pecorino alla leggiadrìa del Bianchello, senza dimenticare il mitico ibrido del prof. Bruno Bruni. Poi belle espressioni marchigiane di vitigni comuni e sempre usati come Malvasia e Trebbiano e l’oriundo Famoso. 

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2° #indytripFIVI - ARANCIA MECCANICA

Chi glielo dice a nonno (pace all’anima sua) che il vino bianco fatto sulle bucce, dal colore carico e con quel sapore lievemente pungente ora viene glorificato con anglicismi tipo ‘orange’ o ‘amber’ e venduto a decine di euro? Chi gli dice che la storia di Gravner & Co. è narrata nel Nuovo Testamento del vino e questi mitizzati come profeti? Non io. Fatto sta che anche nelle Marche qualcuno si sta cimentando nella macerazione, che sia breve o prolungata, in acciaio o in anfora o ancora in legno, nel solco della tradizione o in nome della rivoluzione, di certo con risultati a volte sorprendenti...

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3° #indytripFIVI - I BIANCHI IN LEGNO

Periodi difficili questi, periodi duri. Alla complessità della vita si reagisce cercando esperienze facilmente godibili, votando l’uomo forte che ci pensi lui, financo guardando Temptation Island in tv. Bevendo vino semplice. Sono voluto partire da questa scialba ed approssimativa analisi sociologica per tentare di spiegarmi la recente e diffusa messa alla gogna dell’affinamento in legno, l’esilio del vino barriccato. Specialmente se bianco.
Nelle Marche molti produttori propongono interpretazioni di bianchi “elevati” in legno: dal Verdicchio, (la cui vocazione è ormai universalmente riconosciuta) al Pecorino (vitigno di grande stoffa e pregio che non smette di stupire), per non parlare dei tentativi con vitigni cosiddetti “minori” di chi crede ciecamente nel proprio terriotorio. Domanda: il vino bianco si passa in legno affinché riceva qualcosa in più, o perchè possa donarlo?

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4° #indytripFIVI - LE MARCHE CHAMPENOISE

Il Metodo Classico è un affare tutto marchigiano. Chiedete al Dott. Francisci Scacchi Fabrianensis, leggete il suo ‘De salubri potu dissertatio’. Altro che la Francia, altro che Dom Perignon.
Si fa per scherzare ovviamente. E non ce ne vogliano i francesi, che - bisogna pur dargliene atto- hanno sempre avuto l’occhio lungo. Ma fra le calme e pacate colline marchigiane qualcosa si muove, e nella giusta direzione. Il Verdicchio, neanche a dirlo, brilla anche in questa disciplina, ma qualcuno guarda altrove e sperimenta altri vitigni autoctoni. Consiglio? Come cantava Peppino DI Capri: MC marchigiano, per brindare a un incontrooo...

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5° #indytripFIVI - MARCHE: REGIONE 'ROSSA'

I rossi delle Marche non valgono un granché. Dicono. Poi vai a controllare e a farla da padrone è un signor vitigno come il Montepulciano, robusto e selvatico è vero, ma con dentro di sé una classe immensa che se riesci a tirargliela fuori... E poi abbiamo un terroir unico, il Monte Conero: un blocco di calcare bianco che emerge dall’Adriatico, incastonato lì. E si da il caso che il Montepulciano ami il mare ed abbia trovato un ‘altra zona di elezione nel piceno. Come il Bordò, venuto con le transumanze da bastardo e diventato il Super-Marchigiano. Vini dal pedigree importante, date retta all’Indigeno.

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