La #festadicampagna di Terroirmarche

 
Evviva evviva, TerroirMarche è tornata! E' tornata nel bel mezzo dell'estate, con un format nuovo, divertente e rilassato ma pur sempre - come ben si addice al gruppo TM - saldamente ancorato al territorio ed al folklore locale: nella tradizione contadina marchigiana - infatti - le feste di campagna rappresentavano un importante momento di svago e convivialità per gli agricoltori e le le loro famiglie. Ed allora ecco che nella meravigliosa cornice di Villa Malacari ad Offagna si è tenuta una due giorni all'insegna del rivedersi e dello stare insieme, con tanto vino e cibo e musica ed anche qualche momento di riflessione, che male non fa. Idea grandiosa per ricominciare e fare gruppo, anche con noi appassionati/affezionati.

LABORATORIO SPUMANTI

Ore 17.30. Afa atroce. Sudorazione inestinguibile. 
- "Volete partecipare al laboratorio sugli spumanti?"
- "Mh, in realtà non era nei nostri programmi. Dove si fa?"
- "Nelle grotte della Villa"
- "Affare strafatto!"
Fresche bollicine e riparo dal sole, una vera e propria manna questo laboratorio. Conducono Alessio Pietrobattista e Fabio Fiorillo.
Prima batteria di 6 frizzantini alla cieca fra charmat ed ancestrali (qualche rifermentato? chissà) in grado di coprire in lungo e in largo tutta la Regione: Pecorino, Verdicchio, Albanella, Sangiovese, Montepulciano, da soli o in compagnia. Vini divertenti, per stare insieme, amiconi ma non sempre amichevoli. Qualcuno (pochi) veramente buono e ben fatto, qualcuno un po' troppo sperimentale, qualcuno proprio hardcore. Il mio preferito, ovviamente indovinato alla cieca, lo Scosso (n. 3 della batteria) di Broccanera, ancestrale da uve Verdicchio di grande godibilità e dalla fattura ineccepibile, a conferma dell'abilità di questa cantina in fatto di spumantizzazione. Estremo il Montepulciano rosato (n. 6) di Antonio Failoni, vino che probabilmente potrebbe "offendere qualche naso dal sangue blu, col suo incedere vanitoso e il suo odore muschiato" (cit.), che questo Indigeno ha però molto apprezzato, immaginandoselo a merenda, con pane e soppresciato, di quelli un po' rancidi fatti come una volta. Molto interessante poi, financo provocatorio, l'assaggio della prova di ancestrale rosato (ma tra colore e luce non si capiva) 2017 (n. 5) della Signora delle Bolle Liana Peruzzi: lei giura - nello stupore generale - sia stato realizzato con Sangiovese e Montepulciano (più un 5% di Verdicchio), per gioco. In bocca ha perso di mordente, ma quel naso meraviglioso intarsiato di Moscato (davvero niente Moscato?) valeva da solo il prezzo del biglietto.
La seconda batteria vedeva invece protagonisti i Metodo Classico, pesi massimi dosaggio zero, tutti notevoli a mio avviso. Ho riconosciuto e preferito il primo dei quattro, ovvero il Perlugo 2015 di Pievalta, meraviglioso per finezza e vena salina; interessante assaggiarlo con qualche anno sulle spalle. Piacevolmente colpito anche dal Metodo Classico di Col Di Corte, blanc de noir da uve Montepulciano, che ho ritrovato in grande forma dopo un assaggio di qualche tempo fa: tosto, austero, con spalle larghe e classe da vendere. 

In alto ed in basso a sinistra, la prima batteria. In basso a destra i Metodo Classico.

Gli spumanti assaggiati durante il laboratorio.

E quindi uscimmo a riveder le stelle (non proprio), col sole più basso e più mansueto, filtrato dai grandi antichi rami degli alberi del giardino di Villa Malacari, con la festa pronta a divampare, in un via vai di vignaioli, amici e bottiglie.

La corte di Villa Malacari

QUALCHE ASSAGGIO

Vi lascio qui qualche nota di degustazione di alcuni vini particolarmente graditi. 

"Dominè" 2019 Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. doc - Pievalta
Piccolo grande vino al quale non viene mai tributata la giusta attenzione, schiacciato fra un grande entry level ed una super riserva, come tutti i figli mediani. Brilla come sempre e forse più del solito per eleganza ed armonia, gessoso e minerale, pieno e verticale. Top.  

"Vigneto di Tobia" 2020 Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. doc - Col di Corte
Senza girarci troppo intorno, lo preferisco alla nuova versione extreme del Sant'Ansovino. E' un Verdicchio di grande stoffa, strutturato, ben bilanciato, estremamente saporito. Vino di sole e di mare, buono buono.


"Scapulè" 2021 Vino Spumante Brut Pecorino - Terra Argillosa
Uno charmat presentato da una piccola cantina artigianale è sempre un rischio: ma Raffaele dice che ha impiegato molto tempo ed energie per trovare uno spumantizzatore di fiducia, ed io di lui mi fido. E credo che anche il bicchiere non menta al riguardo: bolla non troppo raffinata ma vino decisamente gustoso, profumato di pera e pesca selvatica, fresco ed agile come si conviene alla tipologia. Bella scoperta. 

Offida Pecorino docg 2021 - La Valle del Sole
Si conferma Pecorino di alto rango, senza trucchi ed effetti speciali, né magro né troppo pompato. Vivido, al naso ed al sorso, nitido, smagliante. Ha bella ampiezza e dinamicità. Contemporaneo.

"Giulia Erminia" 2018 Marche Bianco igt - Azienda Agricola Fiorano
Pecorino un po' borgognone, fermenta ed affina sui propri lieviti per 12 mesi in tonneaux di rovere. Grande complessità olfattiva che alterna note dolci di fiori bianchi, frutta gialla, spezie e vaniglia a sentori di erbe aromatiche e ad una bella scia minerale. In bocca sorprende perché morbidezza ed avvolgenza vengono sverniciate ad ogni sorso da un'acidità sferzante, che non te l'aspetti. Gran vino.


"Madrerata" 2021 Colli maceratesi doc Ribona - Fattoria Nannì
Nella Ribona nuova di zecca di Roberto Cantori ho percepito un'espressività che di solito i suoi Verdicchio lasciano più celata, sussurrata. Questa urla sapore, trasuda sale e mineralità, esuberanza, freschezza. Che verve!

"Mietitore" 2020 Marche bianco igt - Tomassetti.
Trebbiano di mare, da mare. Da amare, nemmeno tocca dirlo. Colore giallo carico, 11,5° vol. che lo rendono magro e crudo - direte voi, - e invece no: sta da dio, non gli manca nulla, non brilla in complessità ma la beva è decisamente appagante, quasi pericolosa. Sale a manciate. Un must.


Complicato avere a che fare con i rossi in una giornata torrida come questa - d'accordo, - ma qualche assaggio, complice il calare del sole, andava fatto.

"Trimpilin" 2019 Marche Sangiovese igt - Selvagrossa
Siamo sulle colline del pesarese, Sangiovese con piccolo saldo di Ciliegiolo, vino leggero e raffinato, dal tannino fine e dalla texture ricamata, garbato, di gran classe. I Sangiovese del pesarese non se li fila nessuno perché viaggiano spaiati, e tant'è. Però un vino così di cose da dire ne ha eccome...

"Dorico" 2017 Conero Riserva docg - Moroder
I vini così te li godi anche con 40 gradi all'ombra. Nero come la notte nel calice, si apre con profumi floreali di rosa e viola e tanta frutta rossa in confettura. Poi arriva la raffinata complessità delle spezie ed infine il lato più cupo del Conero, terroso e silvestre. Ma è in bocca che mi sorprende di più, perché il sorso è già godibile (e non sempre te l'aspetti), dinamico ed elegante, ben bilanciato fra tannini, sale e morbidezza. Un monumento del Conero. 

"Polisia" 2019 Piceno Superiore doc - Vigneti Vallorani
Lo dico sempre e voglio ripetermi: il Rosso Piceno - tra innovazione e tradizione - passa e dovrà passare necessariamente da questo vino qui. Una bottiglia in grado di stupire ogni volta, per l'estrema piacevolezza di beva, l'intensità dei profumi, l'efficacia di un sorso che non manca di niente e soprattutto non stanca mai. Purosangue, anche se di razza mista.


IL SIMPOSIO 

Alla sera poi, ormai satolli di vino e di cibo ma non di argomenti, si è tenuto il convegno "Lasciateci lavorare, vogliamo solo fare vino", moderatore Fabio Giavedoni.
Si è parlato di agricoltura, di burocrazia, di rivendicazioni. Di quel contatto con la terra ridottosi ad un momento estremamente marginale del lavoro del contadino.
Certamente non si è trovata una quadra, perché le problematiche sono complesse e variegate, così come diverse sono le esigenze. Ma sapete, è già molto importante parlarne. E parlarsi. 
E' anche per questo che TerroirMarche vive e lotta e funziona così bene.


"Terroirmarche ha resistito perché è un gruppo che fa Politica, con la P maiuscola."

(Corrado Dottori)
 


Commenti

Post più popolari

Insta-Indigeno

Copyright

I contenuti presenti sul blog "Indigeno Marchigiano" dei quali è autore il proprietario del blog non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti perché appartenenti all'autore stesso. E’ vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma. E’ vietata la pubblicazione e la redistribuzione dei contenuti non autorizzata espressamente dall’autore.